La vita non è come dovrebbe essere e il cervello non funziona come vorremmo che funzionasse

"La vita non è come dovrebbe essere. E’ quella che è. E’ il modo in cui l’affronti che fa la differenza."

Partiamo da questa frase di Virginia Satir per capire cosa succede nel nostro cervello quando ci lamentiamo e viviamo come ingiustizie gli eventi della vita. Nel momento in cui esprimiamo la lamentela o la convinzione, sia esternandola che ripetendola nella nostra mente, si stabiliscono delle connessioni, delle sinapsi, come un sentiero di erba calpestato in un prato di erba alta. Più lo diciamo e lo ripetiamo, più le connessioni si rinforzano, come se percorrendo sempre lo stesso sentiero alla fine l’erba non cresce più.

A questo punto che succede?

Che sarà più facile per noi attraversare il prato di erba alta laddove c’è la strada battuta, sarà più facile per noi convincerci di quello che ci siamo detti perché sono connessioni già stabilite, un sentiero facile da percorrere, un pensiero che ci appare logico e scontato...

Ma la vita è quella che è e allora, come affrontarla in modo diverso, in modo utile?

Immagina che decidi di abbandonare il sentiero battuto e inizi a calpestare l'erba alta, così ti inizi a dire cose diverse e inizi a stabilire nuove connessione, nuove sinapsi... piano piano avrai un nuovo sentiero, nuovi pensieri e poi, sul vecchio sentiero inizia a ricrescere l'erba e non penserai più le stesse cose di prima, è un magia, si chiama "neuroplasticità".

"Il cervello non funziona come vorremmo che funzionasse, e nemmeno come, a volte, crediamo che funzioni. Il cervello funziona a modo suo. E' la neuroplasticità che fa la differenza."

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